La maggior parte delle affermazioni della nutrizionista è supportata da dati scientifici. Infatti, gli acidi grassi omega-3 e il selenio presenti nell’aringa apportano benefici al sistema cardiovascolare e nervoso. Questi acidi grassi migliorano anche il metabolismo e combattono l’infiammazione. Le proteine dell’aringa sono facilmente digeribili, il che è particolarmente importante in età avanzata.
Tuttavia, alcuni punti vanno chiariti. Ad esempio, l’aringa da sola non è sufficiente a ridurre significativamente il colesterolo “cattivo”; è necessario un approccio nutrizionale completo. Il suo effetto diretto sulla prevenzione dell’osteoporosi è ancora oggetto di studio. Ciò non toglie, tuttavia, i suoi benefici complessivi come fonte di nutrienti essenziali.
Quale aringa scegliere e come cucinarla